Ieri pomeriggio nella sala del Guariento della Reggia Carrarese si è tenuto il XXV seminario ICT, dedicato all’Intelligenza Artificiale (IA), strumento consolidato, utilizzato dai ricercatori nella quasi totalità dei campi scientifici. La Presidente dell’Accademia Galileiana Giovanna Zaniolo ha introdotto i lavori, moderati dai soci dell’Accademia Giovanni De Poli e Geppino Pucci.
La sala gremita ha ascoltato Gianfranco Bilardi sullo Sviluppo di modelli nell’intelligenza artificiale e nella scienza (Università di Padova), James Kirkpatrick (Isomorphic Labs, Londra) sul Come l’intelligenza artificiale ha risolto il ripiegamento proteico e Fabio Vandin (Università di Padova) ha concluso il pomeriggio con l’Intelligenza artificiale e meccanismi molecolari delle malattie: sfide, metodologie e progressi recenti.
I relatori si sono occupati di indagare l’impatto che l’IA sta avendo sulla scienza, non solo come strumento di analisi, ma anche come motore di trasformazione dei metodi e delle pratiche della ricerca, sottolineando che tecniche come l’apprendimento profondo, le soluzioni di intelligenza computazionale avanzata e i modelli linguistici di grandi dimensioni stanno ridefinendo la natura e i metodi dell’indagine scientifica.

